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Percorsi archeologici
Trapani e la sua provincia si caratterizzano per una concentrazione di monumenti storici e reperti archeologici forse unica al mondo. La civiltà greca e quella fenicia, la cartaginese e l’araba, la punica e la bizantina, gli elimi ed i normanni, trovano in questo territorio una vera culla della memoria, che testimonia senza ombra di dubbio il melting pot di razze e civiltà che si avvicendarono e si intrecciarono in questa terra, lasciando tracce di sé che raccontano e illustrano il nostro passato. Mothia a soli 15 minuti d’auto, si trova nel cuore della riserva naturale della Laguna dello Stagnone. Antica colonia fenicia, fu la principale roccaforte dei Fenici, poi Punici di Cartagine, per la sua posizione immediatamente collegata alla terraferma, ma facilmente difendibile. La laguna, infatti, presenta fondali talmente bassi da poter essere percorsi anche a piedi o con carri. Mothia è uno splendido giardino mediterraneo, pieno di reperti fenici conservati nel Museo Whitaker, tra cui la statua ellenica del Giovinetto di Mothia (o Giovane con la tunica), rinvenuta nel 1979. Emozionanti la necropoli, i mosaici, il Tophet (area sacra) dove si effettuavano sacrifici umani, il choton, un piccolo porto artificiale, la Casa dei mosaici, le Porte Nord e Sud fiancheggiate da torri. Mothia venne distrutta nel 397 a.C. da Dionigi, Tiranno di Siracusa. Segesta che dista 30 Km sull’autostrada Trapani-Palermo, fu una delle principali città degli Elimi, un popolo che - secondo la tradizione - proveniva da Troia. Segesta, ellenica nell’aspetto e nella cultura, fu uno dei centri più importanti della Sicilia e del Bacino del Mediterraneo. Dopo aver distrutto, assieme ai Cartaginesi, la rivale Selinunte, Segesta venne conquistata e distrutta da Siracusa. Dopo la I guerra punica passò ai Romani, sotto il cui dominio conobbe nuovi splendori. I suoi monumenti principali sono il Tempio dorico (430-420 a.C.), che è stato comparato al Partenone per la sua raffinatezza, uno spettacolo da non perdere anche per l’ottimo stato di conservazione, ed il Teatro (II secolo a.C.). Recenti scavi stanno rivelando un vero e proprio parco archeologico con due acropoli ed una cinta muraria provvista di porte monumentali. Fuori le mura, oltre al tempio dorico, si trovano il santuario di contrada Mango (VI-V secolo a.C.) ed una necropoli ellenistica. A luglio e agosto ogni anno si svolge presso il teatro una prestigiosa stagione teatrale. Selinunte a 45 minuti , è la più occidentale delle colonie greche in Sicilia, ed una delle più ricche città dell’isola; essa rappresenta la più forte testimonianza della presenza greca in provincia di Trapani, venne fondata dai megaresi nel VII secolo a.C. Conobbe ricchezza e splendore fin quando venne distrutta dai Cartaginesi che si erano alleati con la sua nemica storica, Segesta. Il Parco archeologico di Selinunte (270 ettari) è il più grande di tutto il Mediterraneo. Gli scavi ancora in corso hanno finora portato alla luce 7 templi di stile dorico, che sono stati contrassegnati con lettere dell’alfabeto; tra questi, il più notevole è il Tempio G, che misura 110 metri di lunghezza e 55 di lato, uno dei più grandi di tutta l’architettura greca. Sono stati riportati alla luce anche il Santuario di Malophoros, dedicato a Demetra, quello di Zeus Meilichios e tre necropoli. Selinunte è immersa nella grande oasi naturale della riserva del fiume Belice e, a pochi passi dal parco archeologico, si trova una profonda e lunghissima spiaggia costeggiata da alcune pinete. La nave punica è uno dei più interessanti reperti di archeologia navale esistenti, si trova al Baglio Anselmi di Marsala, a 30 Km , ed è una delle tante testimonianze della “battaglia delle Egadi” tra romani e cartaginesi avvenuta nel 241 a.C.
LA PROVINCIA I DINTORNI ERICE LE ISOLE SPIAGGE PERCORSI ARCHEOLOGICI
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